mercoledì 5 agosto 2009

venerdì 17 aprile 2009

Nadine ( Chuck Berry ) - Cover by The Boogie Ramblers

venerdì 30 gennaio 2009

Buddy Holly - Maybe Baby

giovedì 29 gennaio 2009

The day the music died


Sono passati quasi cinquant'anni. La notte tra il 2 ed il 3 febbraio del 1959, un piccolo aeroplano Beechcraft Bonanza registrato con il numero N3974N e diretto a Fargo North Dakota, precipita a causa di una tormenta di neve pochi minuti dopo essere decollato da Mason City, Iowa.
Le quattro persone a bordo muoiono sul colpo. Sommando le loro età non si arriva a 90 anni. I tre passeggeri avevano pagato la tariffa richiesta di 36 dollari ed erano partiti contenti di non dover viaggiare tutta la notte su un pullman scassato in cui non funzionava neppure il riscaldamento. In aereo invece sarebbero arrivati in poco tempo a Fargo ed avrebbero finalmente avuto l’occasione di dormire una notte decentemente. Non potevano immaginare che il pilota, il ventunenne Roger Peterson, non aveva neppure l’abilitazione necessaria per volare di notte basandosi soltanto sulla strumentazione di bordo.
Il più giovane dei tre, Richard Valenzuela, era poco più di un ragazzino. Diciassette anni, sedici dei quali passati a Pacoima, un sobborgo della San Ferdinando Valley abitato in prevalenza da immigrati ispanici come lui. L’ultimo anno, invece, Richard lo ha passato in giro per gli Stati Uniti come Ritchie Valens, rocker chicano e brillante promessa della nuova musica che per primo ha portato in classifica un brano di rock and roll cantato in spagnolo, La Bamba, insieme al lato B dello stesso singolo, Donna, la canzone che ha scritto per la ragazza che gli aveva spezzato il cuore alla San Fernando High School. Dopo lo spettacolo della sera precedente Valens aveva quasi lottato per il posto in aereo, aggiudicandoselo a testa o croce ai danni del batterista Tommy Allsup. Un altro dei tre passeggeri, Jiles Perry Richardson, ventinovenne più noto come The Big Bopper, era invece salito a bordo grazie ad una gentilezza del diciassettenne bassista Waylon Jennings, il quale gli aveva ceduto il posto in considerazione della sua imponente mole che non gli avrebbe permesso di riposare bene negli angusti spazi del pullman. The Big Bopper, DJ texano di Beaumont dal carattere ilare e spensierato, si era appena inventato una carriera da cantante con il successo di Chantilly Lace, una canzone dall’inizio originale con uno squillo di telefono e la sua voce baritonale che rispondeva un “Hello Baby!” che sembrava un promessa di divertimento. Il giovanissimo Waylon Jennings gli aveva lasciato il suo posto volentieri. Tanto per lui andare in giro a suonare con i professionisti del rock and roll era una novità ed uno spasso e non faceva caso alle scomodità di un tour organizzato male. Jennings avrebbe dovuto essere su quell’aereo insieme al chitarrista Tommy Allsup poiché il viaggio era stato organizzato dal suo leader, il terzo passeggero: Buddy Holly. A soli ventidue anni se ne va così il personaggio che aveva in mano il futuro del rock and roll. Con le sue intuizioni melodiche, con l’enfasi ritmica che attingeva in egual misura sia dal R&B che dal country. Holly sintetizzava già l’intelligenza compositiva di Chuck Berry, l’originalità ritmica di Bo Diddley e la sensibilità pop di Elvis Presley. Era già un personaggio proiettato nel futuro con la grande curiosità di sperimentare sovraincisioni ed armonie che materializzavano in musica con grande efficacia le sue intuizioni.
Nonostante tutti i problemi che stavano caratterizzando negativamente il Winter Dance Tour, il concerto alla Surf Ballroom di Clear Lake non era andato male. Buddy Holly aveva cantato Peggy Sue, That’ll Be The Day, Maybe Baby, Rave On ed altri suoi brani con impeto di fronte al pubblico in estasi. In realtà il novello sposo Holly non si era imbarcato in questo tour invernale con molto entusiasmo. Avrebbe preferito restare a New York con Maria Elena, ma i recenti dissapori con Norman Petty, su questioni sia artistiche che economiche, rendevano ulteriormente opportuno guadagnare un po’ di soldi per garantirsi una certa tranquillità economica. Holly gli aveva anche fatto causa per ottenere un mucchio di soldi relativi a royalties che non erano state pagate al gruppo. Petty aveva osteggiato il matrimonio con Maria Elena, donna intelligente e determinata che aveva finalmente dato ad Holly una maggiore sicurezza nei propri mezzi, convincendolo a liberarsi dalla esagerata soggezione psicologica esercitata nei sui confronti da parte del suo manager e produttore. Buddy Holly aveva così deciso di rompere il sodalizio con Norman Petty e trasferirsi a New York, chiedendo anche a Jerry Allison e Joe B. Mauldin di seguirlo. Ma questi, pur non osteggiando il suo matrimonio, erano stati convinti da Petty a rimanere con lui a Clovis, mantenendo il nome The Crickets e lasciando andare Holly per la sua strada. In fondo Holly aveva avuto solo un hit a suo nome, Peggy Sue, e Norman Petty aveva anche sottolineato di avere a propria disposizione tutto il denaro che si trovava in banca. “Lo faremo morire di fame” erano state le testuali parole di Norman Petty riportate da Mauldin.
Nella corso dell’ultima telefonata a Maria Elena, che aveva da poco scoperto di essere incinta, Buddy le aveva raccontato che sarebbe partito in anticipo per organizzare meglio le cose. Ma non gli aveva rivelato di aver prenotato un aereo poiché altrimenti si sarebbe preoccupata troppo. Per una ironica combinazione la stessa sera della tragedia Jerry Allison e Joe B. Mauldin avevano cercato inutilmente di contattarlo telefonicamente per scusarsi e chiedergli di poter tornare a suonare insieme a lui.
Il Beechcraft Bonanza, partito a mezzanotte e mezza, precipita poco dopo. I suoi resti vengono ritrovati la mattina seguente alle 9.30. Da una radio di Mason City qualcuno intercetta casualmente alcune conversazioni tra la polizia e la torre di controllo dalle quali si viene a sapere chi fosse a bordo dell’aereo. La notizia della morte di Buddy Holly rimbalza in tutta la nazione ancora prima che i corpi vengano identificati. E’ uno shock incredibile. Tutti gli amici ed i parenti degli artisti apprendono la notizia dalla radio prima che qualcuno sia in grado di avvertirli. Per tutti gli appassionati del rock and roll questa è la prima tragedia. L'ultimo singolo di Buddy Holly, intitolato con amara coincidenza It Doesn’t Matter Anymore, sull’onda di una commozione collettiva, naturalmente finisce in cima alle classifiche.
Nel 1971 il cantautore Don Mc Lean canterà American Pie, una canzone piena di riferimenti alla storia del rock e misteriose metafore, che rievoca il giorno della morte di Buddy Holly definendolo “the day the music died”, cristallizzando in modo enfatico e significativo il passaggio dall’innocenza e l’ingenuità degli anni ’50 al periodo più consapevole e travagliato degli anni ’60, che inizieranno con un altro episodio che segna in maniera drammatica l’inizio della nuova decade. La domenica di Pasqua del 1960, il 17 aprile, Eddie Cochran, la sua ragazza Sharon Sheeley e Gene Vincent sono a bordo di un taxi che li sta accompagnando all’aeroporto per rientrare negli Stati Uniti dopo un trionfale tour in Inghilterra. All’altezza di Chippenham, Wiltshire, l’auto rimane coinvolta in un fatale incidente. Gene Vincent rimane gravemente ferito. Eddie Cochran muore a soli ventun anni. E’ l’ultimo pugno nello stomaco. La storia del rock ripartirà dall’Inghilterra.

Buddy Holly on the Arthur Murray Dance Party 12/29/57